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PREMESSA

Ogni mezzo pittorico è costituito principalmente da un
materiale colorante (pigmento) e da materiale legante
(medium) che ha lo scopo di "aggregare" il pigmento.
I pigmenti sono infatti di solito polveri, minerali o di altra
origine, di per se molto dispersibili, che non aderirebbero
adeguatamente al supporto pittorico (carta, legno, tela,
muro etc.). Il medium ha quindi il duplice scopo di:
1) aggregare i pigmenti in modo da poterli utilizzare in
forma solida (pastelli, mattoncini o pastiglie di acquerelli,
gessi colorati, etc.) o semiliquida (gouache, tempera, olio,
acrilico, etc);
2) far aderire il colore al supporto.
A seconda del medium utilizzato ogni tecnica sviluppa
caratteristiche e procedure particolari, si adatta
maggiormente all'uno o l'altro supporto pittorico ed infine risulta più o meno preferita rispetto ad altre in relazione alla personalità del pittore, ai temi trattati o al contesto
in cui si opera.

I PASTELLI

Col termine di "pastelli" vengono talora indicati genericamente dei prodotti molto diversi (matite colorate, gessetti, matite acquerellabili, etc.). Per gli addetti ai lavori i pastelli sono dei cilindretti o dei parallelepipedi costituiti da pigmento mescolato ad una percentuale, di solito piccola, di materiale legante. Il medium è costituito da gomma arabica (pastello morbido o "a gessetto"), da cera o da materiale oleoso (pastello a cera o ad olio rispettivamente). Nella tradizione quando si parla di pastello senza specificare ci si riferisce al pastello morbido.

PASTELLI MORBIDI
A seconda della percentuale di medium possono essere di consistenza morbida, media o dura. Questi ultimi si usano in genere per i contorni, il tratteggio, i particolari o gli schizzi, e sfaldandosi di meno sono poco adatti per le sfumature; quelli a consistenza media o morbida si utilizzano maggiormente per le campiture di colore, specie se si ricercano effetti di sfumatura. I pastelli morbidi sono di solito bastoncini a sezione rotonda, quelli duri a sezione quadrata.
Il supporto per eccellenza è la carta che deve essere ruvida per offrire "appiglio" alla polvere del pastello.
Per sua natura questa tecnica offre alcuni vantaggi e qualche svantaggio:

Vantaggi:
-        colori brillanti
-        tecnica rapida
-        facilmente "trasportabile"
-        necessità di pochi strumenti (gomma, sfumini, straccio, mani)
-        gradevole ed istintivo "contatto diretto" con il colore
-        sporco facilmente lavabile (è polvere)

Svantaggi:
-        i colori possono essere sfumati ma non mescolati per ottenere tinte diverse
-        i lavori sono delicati e necessitano di un fissativo che "spegne" leggermente le tinte
-        bisogna fare attenzione a non rovinare la carta

Il fissativo più utilizzato è costituito da resine minerali in dispersione alcolica sotto forma di bombolette spray confezionate. Per ovviare parzialmente alla perdita di brillantezza, se la carta non è molto spessa, si può spruzzare il fissativo sul retro del foglio (penetrando nella carta dovrebbe fissare gli strati profondi del colore senza interagire con la superficie). L'uso del fissativo deve essere sempre moderato. Va spruzzato con gesto uniforme da circa 30 cm di distanza in 1 o due passaggi sul foglio lasciando asciugare per 10-15 minuti tra una passata e l'altra.
Un accorgimento utile ad opera finita può essere quello di utilizzare cornici con vetro e passepartout.

Come già detto non si possono mescolare i colori ma con la sovrapposizione di tratteggi e con le sfumature si possono in parte raggiungere effetti di mescolanza. A tale scopo si utilizzano le dita o appositi sfumini di gomma o di carta arrotolata sfregando il colore. Bisogna tuttavia fare attenzione a non rovinare la carta e a non superarne la capacità di trattenere il colore (se si "satura" la grana potrebbe apparire liscia, non trattenere ulteriormente il colore e guastare il risultato complessivo).


Questa caratteristica di non miscibilità rende opportuno
un adeguato assortimento di tonalità. In genere ogni
artista seleziona una propria tavolozza a secondo del
gusto e dei soggetti trattati: il ritrattista prediligerà le
tonalità calde dell'incarnato, il paesaggista dovrà
necessariamente disporre di una adeguata gamma di
verdi, blu e terre. Esistono confezioni di colori già orientati
verso l'uno o l'altro tipo di produzione, ma di solito non
corrispondono mai pienamente alle necessità personali.
Il vantaggio di questa confezioni è quello di disporre già
di una cassetta richiudibile e di dare una tavolozza di
base all'inesperto (vantaggi che si pagano discretamente). I colori tuttavia possono essere acquistati singolarmente nei negozi di belle arti e conservati in scatole di legno o plastica. E' importante conservarli al sicuro dall'umidità. Del semplice riso può essere utilizzato per assorbire l'umidità ambientale ed anche la polvere degli stessi pastelli per impedire che si sporchino vicendevolmente.

PASTELLI AD OLIO E A CERA
Il medium in questo caso è grasso. Non vi è bisogno di fissativo, si possono eseguire sovrapposizioni con effetto coprente e anche strati da utilizzare per graffiti nel caso dei pastelli a cera. Effetti di sfumatura ed in parte anche di mescolanza possono essere ottenuti anche utilizzando dei diluenti per sostanze grasse (trementina, acqua ragia) ma tali tecniche vanno adeguatamente sperimentate prima di essere utilizzate in opere impegnative perché non sempre facilmente controllabili.

TECNICHE MISTE
Tutti i tipi di pastelli possono essere utilizzati con tecniche miste. La china, la grafite, la sanguigna, le crete, i gessi e gli acquerelli vengono spesso associati ai diversi tipi di pastello. Si dovrà naturalmente tenere presente la diversa natura del medium: il pastello e gli acquerelli sono solubili o dispersibili in acqua; i medium oleosi respingono l'acqua e ciò può essere utilizzato per ottenere effetti interessanti sulla carta.

- I pastelli - Gli acquerelli - L'olio - Gli acrilici     
Gli acquerelli

Parlare di acquerello suscita istintivamente l'idea di una
tecnica facile, quasi infantile. Niente di più diverso dalla
realtà. L'acquerello è una tecnica molto difficile, che
richiede l'acquisizione di esperienza per gradi crescenti.
E tuttavia, se si possiede pazienza e si accetta l'idea di
sottostare ad alcune regole, semplici ma assolutamente
non derogabili, può dare molto presto grande soddisfazione.
I colori sono molto brillanti, naturalmente solubili in acqua,
si comprano in forma di pastiglie, tubetti o mattoncini, in
confezioni oppure singoli. I pennelli utilizzati per l'acquerello
hanno setole morbide, capaci di trattenere
molta acqua (e colore diluito) da distribuire sul supporto.
Cominciamo da quest'ultimo: la carta.

Il supporto
La carta utilizzata per l'acquerello deve essere ruvida e spessa, preferibilmente cartoncino che può essere comprato in appositi blocchi di varie misure. Se si usa un foglio sottile (almeno 200-220 g/m2) bisogna tendere il foglio per evitare che il colore, molto acquoso, deformi la carta irregolarmente creando delle "pozzanghere" di colore . Su alcuni manuali si parla spesso di questa operazione come se fosse semplice, in realtà è molto complessa, almeno per il principiante, ed i risultati non sono assicurati. Per tale motivo, sebbene più costoso, è preferibile utilizzare il cartoncino, magari acquistando inizialmente fogli singoli o blocchi da pochi fogli. Per chi invece vuol provare sulla carta possono essere utili i seguenti consigli.

Innanzi tutto si deve scegliere una base di legno di qualità e spessore tale da non essere deformabile dalla tensione della carta e dall'umidità (imbarcamento). La superficie dovrà essere levigata per evitare difformità nella stesura del colore. Le dimensioni di tale supporto devono essere leggermente superiori a quelle del foglio (asciutto) da utilizzare (es. 1 cm in più per ogni lato). Bisogna poi procurarsi del nastro adesivo gommato e disporre di un recipiente abbastanza grande per immergervi il foglio senza piegarlo. Preparato il tutto si immerge la carta con movimento uniforme, si tira fuori lasciando sgocciolare per qualche attimo, si adagia sul supporto di legno (è preferibile inumidirlo prima con una spugnetta). La carta bagnata si dilaterà uniformemente e poi, asciutta, dovrebbe risultare tesa e non dovrebbe deformarsi bagnandola con gli acquerelli.
Per posizionare la carta sul legno è consigliabile prendere il foglio dagli angoli superiori facendo combaciare il lato inferiore con il margine del supporto, e successivamente "adagiare gradualmente" tutta la superficie del foglio. Questa procedura tende ad evitare che vengano trattenute bolle d'aria tra la carta ed il legno; se queste si formano riprovare con la stessa tecnica o "spugnare" la superficie del foglio dal centro verso l'esterno. Si applica infine sui bordi il nastro gommato che è  preferibile sia largo almeno 4-5 cm (almeno 2 cm sul foglio e 2 cm per avvolgere il bordo del legno) e deve essere applicato in maniera continua. Infine il foglio sul "telaio" deve essere posto ad asciugare in orizzontale in ambiente non molto caldo o secco perchè un'asciugatura rapida potrebbe strappare la carta.

I pennelli
I pennelli, come abbiamo detto, sono a setole
morbide, più o meno grossi. Per i particolari e le linee
sottili si possono utilizzare pennelli che hanno le
setole esterne più lunghe di quelle interne, di tradizione
giapponese. Esistono poi pennelli a lingua di gatto
ed "a ventaglio" per le diverse esigenza di tratto.
In questa tecnica è assolutamente fondamentale
che i pennelli siano sempre puliti, perciò non si
deve procrastinare la pulizia spesso anche
durante l'attività, ed è utile disporre di alcuni barattoli
già pieni d'acqua. Si possono utilizzare anche altri
"mezzi" per stendere il colore, come vecchi spazzolini
da denti per spruzzi o piccole spugne per campiture.

I colori e la tecnica
Di colori ne esistono di qualunque qualità (a partire da 2 euro per 12 colori), in pastiglie, mattoncini o tubetti. Sono solubilissimi in acqua e perciò trasparenti: la luminosità è data dal bianco della carta sottostante; il colore, una volta steso, non è più eliminabile. Le tinte si possono mescolare. Se si stende sull'umido si creano sfumature e textures talora affascinanti ma che è difficile controllare. Se si vogliono creare effetti più definiti e velature si deve lasciare asciugare prima di stendere nuovamente il colore (ci si può aiutare con un asciugacapelli, ma attenzione!). I colori si possono mescolare per ottenere tinte diverse ma se si esagera perdono brillantezza e trasparenza. Si possono utilizzare delle spugnette, facendo attenzione a non eccedere per non mescolare le tinte perdendo gli effetti di luminosità. Altri metodi possono essere utilizzati per mascherare (nastro adesivo gommato, liquido per mascherature, cera) oppure sale grosso per creare "granulosità". Infine in alcuni casi vengono utilizzate lame di bisturi o carta vetrata per "grattare" la carta creando screziature. Per ottenere effetti di brillantezza/lucidità si può diluire nel colore anche della gomma arabica. Per il bianco coprente si può ricorrere al bianco (di zinco) della gouache.
Il liquido per mascherature è una sostanza gommosa, liquida, che si applica con un pennello (vecchio). Asciutta solidifica e se ci si passa sopra col pennello respinge l'acqua. In seguito può essere sfregata via con un dito per ottenere un campo bianco o da colorare a contrasto.
Se si vuole eseguire un ampia campitura di colore (es. cielo azzurro) è preferibile inumidire tutta la zona da dipingere prima di passare il pennello, e tenere la superficie leggermente inclinata verso il basso; successivamente passare il pennello in maniera continua, orizzontalmente, dopo aver preparato tutto il colore necessario.
Infine si possono utilizzare tecniche miste con china, pastello, gouache, cera, pastelli a cera e ad olio, etc.




 
 

L'olio

E' considerata da molti la più nobile delle tecniche pittoriche per la lunga ed importante tradizione, per la varietà degli effetti ottenibili e per la resistenza al tempo ed alla luce. Naturalmente qui per la vastità dell'argomento, possiamo dare sul tema solo alcune indicazioni a grandi linee.
Il medium è costituito da materiale oleoso che solidifica per polimerizzazione e non per evaporazione dell'acqua; per tale motivo l'asciugatura è più lenta rispetto ai colori con medium acquoso e ciò permette modifiche, ripensamenti, correzione di errori (giorni o settimane). Inoltre solidificandosi l'olio rimane comunque molto elastico e questa è una delle caratteristiche principali per cui si affermò, nel XV e XV secolo, tale pittura. Infatti opere di dimensioni anche molto grandi potevano essere realizzate su tela, e al bisogno arrotolate e portate via molto più facilmente che su altri supporti.

Il supporto e i pennelli
La tela è il supporto più utilizzato per la pittura ad olio. Montata su telai
di legno per essere adeguatamente tesa, è leggera, trasportabile, resistente.
Vari tipi di tela (cotone, lino, etc.) conferiscono una trama che può connotare
fortemente l'opera. Quelle più usate commercialmente sono di cotone 100%
(tela tipo "canvas"), sono abbastanza economiche e spesso si trovano già
montate su telaio e già preparate con l'imprimitura. Quest'ultima è
l'operazione che si compie per rendere la tela meno assorbente. Senza
l'imprimitura il tessuto assorbirebbe quantità notevoli di colore e gli effetti
non sarebbero controllabili. Ci sono varie tecniche e sostanze: in pratica si
tratta di creare un fondo bianco, opaco, sufficientemente impermeabile ma
elastico e che offra presa al colore. Il metodo moderno consiste ne passare una
mano di colla vinilica e poi 2 (o più) mani di fondo opaco coprente (tipo "Cementite", che però è una delle tante marche, ve ne sono altre anche più economiche). Naturalmente bisogna lasciare asciugare per almeno 24 ore (dipende da temperatura ed umidità) tra una mano e l'altra. Un altro metodo è quello di usare i colori acrilici (solitamente bianco) come fondo dei colori ad olio. Il telaio è di solito dotato di "chiavi"; sono delle tavolette piatte ed a cuneo, che si inseriscono in apposite fessure agli angoli dello stesso telaio e si usano come leve per tendere la tela qualora non fosse nen distesa. La tela si può comprare in grandi quantità, da trattare e montare poi su telaio, ma ciò non conviene di solito a meno che non si abbia una produzione artistica molto abbondante.
Supporti validi per la pittura ad olio sono anche il legno ed alcuni metalli (rame) adeguatamente trattati. Il rame in particolare è stato utilizzato per conferire alla pittura un aspetto molto levigato, del tutto caratteristico.
I pennelli hanno setole corte e robuste, per poter "affrontare" la pastosità del colore. Ve ne sono di varia foggia; i più comuni sono piatti o rotondi, ma ne esistono a lingua di gatto, a ventaglio, sottili ed appuntiti per i particolari. Anche qui non si dovrebbe trascurare di pulire i pennelli se si vuole evitare di buttarli dopo ogni seduta. Sulle setole infatti il colore si asciuga più rapidamente che sul supporto (è maggiore la superficie). esistono dei portapennello, costituiti da un barattolo di metallo sormontato da una ghera che permette di lasciare la punta degli stessi in sospensione nel diluente (per evitare che dsi incurvino e si asciughino. Tuttavia questo è ammesso solo "durante" le sedute di lavoro, perchè lasciare a mollo per giorni le setole in acqua ragia vuol dire sfibrarle e deteriorarle rapidamente.

I colori
Un enciclopedia non sarebbe esauriente per parlare del colore ad olio. Ne esistono di varie marche, caratteristiche e prezzo. I più costosi di solito sono anche i migliori per qualità del medium e stabilità dei pigmenti. Esistono anche colori "studio", più economici perchè i pigmenti utilizzati sono una imitazione degli originali (es. giallo di cadmio) ed anche il medium ha qualità inferiore. Tuttavia possono essere un buon compromesso per iniziare. Il medium è oleoso, di solito olio di (semi di) lino, con o senza aggiunta di (essenza di) trementina: questa viene ottenuta da resina di conifere. L'olio può essere anche di noce (il migliore) o di papavero (più veloce ad asciugare). Può essere cotto (con diversi gradi di cottura), crudo, purificato, conferendo più o meno brillantezza e purezza ai colori. Di solito esistono delle mescole che fanno variare la qualità e le caratteristiche dei vari prodotti pronti in vendita. Vista l'offerta e l'ingente guadagno di tempo sono ormai davvero pochi gli artisti che preferiscono prepararsi personalmente gli impasti.
I medium oleosi possono essere utilizzati per diluire ulteriormente il colore e possono essere mischiati con altre sostanze "magre" come la trementina (vegetale) o  la meno nobile acqua ragia (minerale). La percentuale d'olio contenuta nell'impasto, rispetto al pigmento e alle sostanze magre, è importante nel determinare sia la velocità di "asciugatura" sia quanto il colore si "retrae". Da ciò deriva la regola aurea del "grasso su magro".
Se cioè si stende uno strato di colore ricco d'olio e su questo uno strato con una percentuale maggiore di trementina ("magro"), lo strato superficiale sarà asciutto prima (e sarà più rigido) dello strato profondo. Il colore si ritirerà "slittando" sul colore più grasso del fondo, creando crepe (craquelles) e talora staccandosi. Per evitare ciò gli strati di fondo devono essere più magri di quelli superficiali (sia aggiunge più olio venendo verso la superficie).
La trementina o l'acqua ragia rendono più opaco il colore,
gli oli ne aumentano la brillantezza. Vernici di finitura
possono essere utilizzate per rendere lucida e proteggere
la supeficie, ma vanno applicate molti mesi dopo l'ultima
pennellata, per essere sicuri che il dipinto sia del tutto
asciutto. Tale è per esempio la vernice Dammar, che può
essere anche unita all'impasto per diluire il colore e renderlo
trasparente nell'eseguire velature. I colori ad olio infatti
possono essere coprenti, usati densi in pennellate spesse
ed uniformi, ma possono anche essere resi trasparenti,
opachi o lucidi. E questa versatilità è un'altra delle
caratteristiche che ne ha decretato la fortuna dal XV secolo
ai giorni nostri, nonostante la tecnologia fornisca oggi soluzioni
altrettanto versatili e convenienti.

 
Gli acrilici

I volori acrilici sono stati sperimentati per la prima volta negli anni '20, per eseguire pitture murali esterne, al quale uso si addattavano per la loro caratteristica di resistenza e stabilità, in alternativa all'affresco. La loro diffusione tuttavia si è affermata intorno agli anni '60. Tecnica versatile ed economica deve la sua fortuna principalmente alla rapidità di essiccamento ed alla resistenza del medium.


I colori
Nei colori acrilici il medium è costituito da resine sintetiche o resine poliviniliche. Questa sostanze asciugano velocemente e una volta polimerizzate sono impermeabili, elastiche, stabili. Densi o poco diluiti hanno un buon effetto coprente. Possono essere diluiti con acqua ed assumere aspetto opaco, come la tempera, o trasparente come l'acquerello, fino a permettere "velature" di strati di colore. Puri o mescolati al medium acrilico (senza pigmento) danno un tratto spesso e pastoso, più o meno trasparente a secondo della percentuale di colore rispetto al medium utilizzato.  I colori sono miscibili fra loro (e di solito anche tra colori di marche diverse), potendo ottenere tonalità intermedie, ma una volta asciutti non possono più essere trattati. Le tinte sono brillanti e ne esistono anche di fluorescenti.
Come detto si asciugano molto velocemente e questo può essere un
vantaggio o uno svantaggio: da un lato si evitano lunghe attese per
l'asciugatura, dall'altro bisogna avere una mano discretamente sicura
per impedire che il lavoro asciughi prima di aver raggiunto l'effetto
voluto. E' pur vero che in ogni caso l'impermeabilità e la capacità
coprente permettono correzioni con una certa facilità. L'asciugatura
può essere persino ulteriormente accelerata con asciugacapelli o
ventilatore, senza rischio di screpolature. Bisogna tuttavia fare
attenzione a non lasciare i pennelli all'aria, ma immergerli in acqua
anche durante il lavoro: se il colore secca sulle setole i pennelli saranno
difficilmente recuperabili (si può provare con acqua calda e sapone
neutro). Anche le confezioni (barattoli, tubetti) vanno ben chiuse
perchè in poche ore il contenuto potrebbe essiccarsi completamente.
Dopo l'asciugatura si possono utilizzare vernici a finitura opache, satinate
o lucide. Quest'ultime conferiscono un aspetto brillante che imita l'olio.
Tali vernici sono particolarmente indicate come protettive in caso di
lavori da esporre all'esterno.

Supporti e usi particolari
Altro vantaggio dell'acrilico è la possibilità di utilizzo praticamente su ogni supporto, anche molto poroso, perfino senza trattare con un fondo (ma naturalmente è consigliabile una mano di fondo opaco o anche dello stesso acrilico bianco): carta, tela, legno naturale, faesite, truciolare, mdf, intonaco. Solo il vetro e la ceramica offrono scarso appiglio e si consiglia di utilizzarli come tavolozza (es. un piatto di vetro o di ceramica) perchè, anche se il colore è solidificato, con l'acqua calda viene via facilmente come una pellicola elastica.
I colori molto vivi, brillanti, anche fluorescenti, la possibilità di ottenere contorni netti ("duri" per alcuni), la rapidità d'escuzione, e la stabilità delle tinte rendono questa tecnica particolarmente adatta ad alcune forme d'espressione, come il trompe l'oeil, la pubblicità, la cartellonistica, i murales, i lavori con i bambini (si ritrovano spesso in scuole d'infanzia, elementari o asili nido). Utilizzando carta, sabbia, corda o materiali vari il medium ha effetto adesivo e quindi questa tecnica è ottima per il collage.

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